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ENTREVISTA A SANDINO NÚÑEZ, FILÓSOFO URUGUAYO

Una cantidad exagerada de libros rodea el cuerpo y sobre todo la cabeza de un hombre bastante flaco. En el escritorio hay una computadora con un archivo de word abierto: entre una clase y la otra el profesor corrije los trabajos de los estudiantes. El mate y un termo de color negro acompañan las largas jornadas de lecturas y reflexiones.

Hay filósofos que hablan del pueblo sin hacerse entender de ello por culpa de un lenguaje incomprensible y elitista. No es eso el caso de Sandino Núñez, aquel que llegó a traer la filosofía en el objeto mediático por excelencia: la televisión.

Terminada la experiencia del programa “Prohibido Pensar”, Núñez volvió a la escritura y a la enseñanza (es docente en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República).

<<Yo me sentio más cómodo con un libro o en un aula, no frente a una cámara>>, confiesa con toda la sinceridad. Es una declaración de amor a la filosofía como arma de resistencia.

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“Ieri, oggi, domani” è il nome della tournèe in Sud America realizzata da Ilaria Baleani, giovane pianista e musicologa marchigiana.

Il 25 settembre l’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo ha ospitato in collaborazione con l’Ambasciata italiana il primo concerto in Uruguay. L’evento ha avuto un buon riscontro di pubblico e durante la serata si sono alternate composizioni classiche e contemporanee.

I primi due concerti dell’artista si sono svolti in Argentina (a Rosario), poi la tournee è proseguita presso la Escuela Universitaria de Musica di Montevideo, la città di Salto e, infine, Buenos Aires.

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Recorrido por dos casinos de Montevideo

Un ruido casi ensordecedor atraviersa la grande sala donde están colgadas diferentes slot machine. Entre las voces fuertes y sonidos de monedas hay luces intensas. A las 20 horas del domingo 14 de octubre, el casino de Montevideo Shopping explota -literalmente- de gente.

Sin embargo, la clientela que sale de la puerta luminosa y multicolorida es muy diferente de la que, a unos metros de aquí, sale en compañía de bolsas. Porque adentro de ese pequeño reino de reglas únicas, el consumismo dominante es eléctrico, emotivo, arriesgado. Y a veces maldito.

Todos los billetes de papel que conoce el peso uruguayo, entran y salen de las maquinitas que llenan la sala. El dinero circúla invisible entre los apostadores testarudos que a veces sonríen, y otras veces insultan.

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Il 15 ottobre è terminata la tournèe in Sud America di Assemblea Teatro, gruppo teatrale nato a Torino nel 1969.  Il viaggio è durato un mese, circa 30.000 sono stati i kilometri percorsi attraverso varie capitali del continente: Quito, Bogotá, Asunción, Montevideo e Buenos Aires.

La tappa in Uruguay ha avuto luogo il 10 ottobre, serata in cui il Teatro El Galpón ha ospitato lo spettacolo Viva la Vida!, con ingresso gratuito per il pubblico.

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Después del Mundial Sudáfrica 2010 las ventas de camisetas de la selección uruguaya crecieron el 50%. Entre la original ($1890) y la imitación ($350) los uruguayos se inclinan por la segunda, porque para comprar la oficial , el uruguayo medio gasta el 12% de su sueldo medio mensual.

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Rendere visibile il conflitto dell’acqua attraverso l’arte. E’ stata questa la particolare iniziativa svolta a Montevideo il 30 giugno nell’ambito del progetto “L’essenziale è invisibile agli occhi”: i partecipanti hanno realizzato un video teatrale inerente alla tematica.

A coordinare l’iniziativa è stato Antonio Graziano, cittadino napoletano che ormai vive in Uruguay da sette anni.

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La Avenida 18 de Julio es la calle principal de Montevideo: desde la esquina de Martín C. Martinez hasta la Plaza de Cagancha hay 2 kilometros, 18 cuadras y casi todo un país.

78 vendedores ambulantes, 10 mendigos,  12 negocios de cambio y 7 carritos. Un retrato del Uruguay en un paseo durante el atardecer.

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Riflessioni filosofiche su potere mafioso e rivolta sociale (4)

Rivolta e Libertà

Ipotizzare una rivolta contro un dominio (mafioso) può risultare più facile per coloro che risiedono lontani dai territori oggetto del controllo, una realtà diversa invece è quella che vivono le persone che quotidianamente risiedono in quei territori e stanno a contatto con la società, ne ascoltano le voci e ne respirano l’aria tutti i giorni.

In questo i giornalisti a differenza dei magistrati (nella maggior parte dei casi tutelati dallo stato con la scorta) costituiscono un punto di svolta. Un atto rivoltoso, ogni qual volta non ci si autocensura pubblicando una notizia vera e scomoda, rimbomba sulla società talvolta anche più efficacemente delle singole inchieste della magistratura. Poiché un giornalismo libero e coraggioso può generare dibattiti nella società.

Può essere utile in questa sede riprendere il pensiero di Albert Camus, scrittore e filosofo franco-algerino che quasi sessanta anni fa immaginava una nuova rivolta in contrapposizione con le rivoluzioni del Novecento sfociate nel sangue e nell’orrore.

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