Viaggio tra i giovani veneti dell’Uruguay

Pubblicato: 7 marzo 2014 in Italiani all'estero, Italiano
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La Gente d’Italia incontra i giovani del CAVU, l’associazione veneta dell’Uruguay. Le loro proposte: sviluppare accordi bilaterali con università italiane e portare avanti maggiori investimenti economici

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Tanto entusiasmo nel partecipare ed un grande sentimento d’affetto per l’Italia. Sono i giovani del CAVU che abbiamo incontrato a casa di Piergiorgio Boschiero, storico integrante della collettività. Il CAVU è il Comitato delle Associazioni Venete dell’Uruguay ed è composto da diverse associazioni provinciali tra cui bellunesi, padovani, trevisani e vicentini.

Veneti2A partire dal 2008 molteplici sono stati i viaggi organizzati dalla Regione Veneto, tra cui anche alcuni dedicati esclusivamente alla cucina. Per Mauro Giammarchi e Diego Dominguez fu fondamentale quello del 2012 coordinato dai Polesani nel mondo, un’associazione che riunisce gli emigrati della zona di Rovigo. Il Cavu fece partire dall’Uruguay 10 ragazzi tra i 18 ed i 39 anni, dando priorità ai discendenti dell’interno del paese. Durante 20 giorni potettero visitare tutte le provincie venete e riunirsi con i rappresentanti istituzionali.

“La Provincia di Rovigo ha investito molto in questi progetti di scambio. Ad esempio il nostro soggiorno fu possibile grazie ad una vecchia casa ristrutturata e adibita a ricevere gruppi da tutto il mondo” spiegano i due ventiseienni italouruguaiani.

Mauro ha i nonni veneti e lavora come ingegnere civile. Diego è veterinario ed è figlio di una vicentina che giunse da bambina in Uruguay. Entrambi riconoscono che “il viaggio è stato un grande apporto non solo dal punto di vista affettivo e familiare, ma anche per quanto riguarda l’aspetto professionale”.

Il contatto di Diego con l’Italia è potuto continuare anche dopo questa esperienza. Attualmente sta frequentando un master a Buenos Aires in tecnologia degli alimenti in collaborazione con l’Università di Parma. “Iniziative come queste sono ottime perché ci consentono di collaborare con un’università italiana da qui. Inoltre, è possibile lavorare e studiare allo stesso tempo dato che le lezioni non ci sono tutti i giorni”. Dominguez viaggia una volta ogni 2 settimane in Argentina per seguire questo corso: “Mi auguro che anche con le università uruguaiane si possano sviluppare dei progetti di cooperazione”.

Veneti5Nella famiglia di Raquel Cauduro c’è tanta italianità: il padre è trevisano, da parte materna è invece discendente toscana. “Nell’associazione trevisana mi hanno praticamente visto crescere, in seguito ho aderito con entusiasmo al Cavu per unire tutti i veneti”. Nel 2011 partecipò come rappresentante uruguaiana alla Consulta giovanile. “Fu un’esperienza meravigliosa. Anche se rimasi pochi giorni in Italia, presi preziosi spunti per l’avvio della mia attività professionale in Uruguay”. È architetta e gestisce un’agenzia immobiliare, dice di essere affascinata dal “design italiano e da tutta l’arte e la creatività degli italiani”. “Tutti noi del gruppo giovanile siamo cresciuti in famiglie italiane” -continua Raquel- “vedendo gli enormi sacrifici dei nostri genitori è impossibile non amare questo paese”.

Anche per Adriana Dal Bello, padre trevisano e nonna materna vicentina, il sentimento di italianità è stato sempre presente nella sua vita. “Nella mia famiglia continuiamo a fare ogni anno la vendemmia del vino rispettando le tradizioni” racconta. Adriana ha iniziato a frequentare l’associazione da bambina con i genitori e attualmente lavora presso il Patronato Inca.

“Per mantenere il contatto con gli altri italiani decisi di iniziare a frequentare il gruppo Nuove Generazioni Venete nel 2003” dichiara Arlette Magnou, discendente veneta per parte materna. Assieme a suo marito, figlio di siciliani, iniziò a studiare la lingua presso l’Istituto Italiano di Cultura. “Studiando l’Italia mi hanno molto colpito le grandi differenze che ci sono tra la regioni. Questo rappresenta un’enorme ricchezza culturale”. “Inoltre” -aggiunge Arlette- “è stato molto emozionante scoprire come la cucina tipica del veneto è stata sempre presente nella mia famiglia”.

Veneti3Il Cavu, costituito ufficialmente nel 2007 ma già attivo alcuni anni prima, può contare su un consistente gruppo di giovani molto intraprendente. “In questi anni sono stati davvero fondamentali nell’organizzazione degli eventi” spiega Livia Boschiero. “Partecipano con entusiasmo e portano idee innovative al gruppo. Lavorano seriamente anche se a volte non possono essere presenti come vorrebbero per via dei numerosi impegni”. Non è un caso, infatti, che le nuove generazioni siano già presenti come dimostra il caso di Giovanna Cetraro Boschiero, appena quindicenne ma già molto italiana per via delle sue origini divise tra la Calabria ed il Veneto. “Non credo che i ragazzi italouruguaiani non vogliano partecipare nelle associazioni” afferma Adriana Dal Bello. “Tra lavoro e famiglia abbiamo poco tempo libero. Ma il sentimento c’è sempre”.

Tra gli eventi più importanti che i giovani veneti hanno realizzato spiccano sicuramente 2 mostre fotografiche esposte presso il Comune di Montevideo. La prima nel 2007 sul Carnevale di Venezia, la seconda l’anno seguente sulla storia del fiume Po. In entrambe le occasioni partecipò il Sindaco della capitale uruguaiana ed il pubblico potette gustare i “crustoli”, tipici dolci veneti preparati dai più giovani.

“Purtroppo, negli ultimi anni, c’è stata una forte riduzione dei fondi per le iniziative culturali. È ovvio che tutto ciò si è riflesso negativamente sulle attività dell’associazione anche se noi continuiamo caparbiamente nel difendere l’italianità che ci è stata trasmessa” assicurano con entusiasmo i membri del Cavu.

Raquel Caduro, in seguito, fa una riflessione generale sulla presenza italiana in Uruguay: “In un’epoca di crisi come questa credo che l’Italia possa approfittare dei suoi storici legami con questa terra per portare avanti maggiori investimenti economici come ha fatto la Spagna”.

La Gente d’Italia 05/03/2013 – Articolo PDF

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