La proposta arriva dalla Società italiana di La Paz e si terrà in autunno del 2014. Questa cittadina ha una storica associazione fondata nel 1895 vista l’altissima percentuale di italiani che hanno popolato queste terre, soprattutto nell’industria tessile e mineraria. Si tratta di una delle città con la maggiore concentrazione di connazionali in Uruguay.

Festival della gastronomia italiana2

La Società italiana di La Paz ha celebrato la fine dell’anno con un pranzo a cui hanno partecipato soci e simpatizzanti. Questa associazione, una delle più antiche dell’Uruguay, fu fondata nel 1895 ed attualmente conta su circa 300 soci.

Festival della gastronomia italiana8La Paz è una cittadina di circa 21mila abitanti, a 20 kilometri al nord di Montevideo. Fu fondata nel 1872, ma è a partire dagli inizi del Novecento che ricevette un forte impulso dall’industria mineraria, grazie allo sfruttamento delle cave di granito, fondamentale per le costruzioni di strade ed edifici di tutto il territorio nazionale. I cosiddetti “picapedreros” erano gli operai impegnati in questo tipo di attività, la maggior parte dei quali erano immigrati italiani con tecniche per il lavoro della pietra molto apprezzate.

Secondo uno studio di Daniel Torena, direttore del museo di Canelones, La Paz fu la città con la più alta concentrazione di italiani in tutta la Repubblica Orientale. Accanto all’industria mineraria si svilupparono tante altre attività “italiane”: la lavorazione del ferro, i vigneti, l’industria agri-frutticola e l’industria tessile.

Festival della gastronomia italiana3Piero Garella è uno dei tanti lavoratori del tessile e volto storico dell’associazione: socio da 60 anni e da 27 nella commissione direttiva. Suo padre emigrò da Biella nel 1931, incaricato di istallare una fabbrica di lana. Arrivò insieme ad un gruppo di 11 lavoratori italiani, 2 piemontesi ed il resto veneti. Il contratto iniziale era di 6 anni, ma la famiglia decise di stabilirsi definitivamente in questo paese. Nel 1951 i Garella fondarono la loro azienda tessile a La Paz, uno dei tanti marchi italiani in questo settore dell’economia uruguaiana.

“L’Italia è la mia seconda casa, ho dato il massimo delle energie in tutte le attività della comunità italiana” racconta il piemontese, il quale in questo periodo sta sostituendo la presidente Viviana Cedrone in viaggio all’estero.

In questi giorni anche gli italiani di questa città si stanno organizzando in difesa del consolato, attraverso una raccolta di firme contro la decisione della trasformazione in cancelleria consolare dell’ufficio montevideano.

Festival della gastronomia italiana4Antonio Scanziani partì, a 9 anni, da Zogno, piccolo centro della Valle Brembana in provincia di Bergamo. Nel 1949 suo padre era stato assunto da una delle tante industrie tessili della zona, il contratto iniziale era di 2 anni ma anche questa famiglia decise di rimanere a La Paz.

Scanziani frequenta l’associazione italiana soltanto da 2 anni. “Sono stato oltre 30 anni senza parlare italiano, ho provato un certo rifiuto perché gli italiani che avevo conosciuto qui non mi piacevano, passavano il tempo solo a lamentarsi”. “Poi, invece, dopo aver conosciuto alcuni soci della società decisi di partecipare” racconta il bergamasco durante il pranzo di fine anno.

Festival della gastronomia italiana9La Società italiana di mutuo soccorso nacque il 2 giugno del 1895, una data simbolica e profetica che 51 anni dopo consegnerà la repubblica all’Italia. Nel 1936 fu inaugurata la sede che tutt’oggi ospita gli italouruguaiani della città. “Il lavoro fu reso possibile dal grande sforzo dei soci”, “l’unico contributo che abbiamo ricevuto nel corso degli anni è stato quello della Intendencia di Canelones durante il mandato di Tabaré Hackenbruch Alberti: erano 10mila dollari necessari per la ristrutturazione dell’edificio”.

Durante gli anni 70 l’associazione rimase chiusa, si cercò di fare una fusione con la società di mutuo soccorso di Montevideo ma il tentativo non andò in porto. Nel 1986 si aprì la seconda tappa nella storia della collettività italiana di La Paz per volontà di un gruppo di soci tra cui Augusto Signorelli e Walter Giacomuzzi, tutti decisi nel difendere la prestigiosa istituzione italiana della città.

Per quanto riguarda le regioni italiane di provenienza, secondo i dati interni, c’è un’equa distribuzione territoriale. Le uniche differenze si possono trovare in alcune attività: maggiore presenza di meridionali nell’agricoltura e nelle costruzioni, mentre più settentrionali sono le industrie tessili.

Attualmente l’associazione porta avanti attività ricreative e culturali, i soci si riuniscono ogni terza domenica del mese per un pranzo. “Lavoriamo affinché ci sia un avvicinamento tra l’Uruguay e l’Italia soprattutto per quanto riguarda la cultura” spiegano alcuni integranti. Presso la sede della collettività italiana si realizzano molteplici eventi tra cui esposizioni artistiche, concerti musicali e di danza.

Festival della gastronomia italiana5Molto seguiti sono anche i corsi di italiano affidati a Gladys Gómez: “non ho nessuna origine italiana, eppure, fin da bambina, ho sempre avuto un grande sentimento d’amore verso questa nazione” spiega la professoressa, la quale ha vissuto 12 anni a Finale Ligure in provincia di Savona, oltre ad avere accumulato varie esperienze nelle università di Roma, Bologna e Perugia. “Sono stata in Italia fino al 1997, è stata un’esperienza di vita bellissima” racconta emozionata. Gladys Gómez, socia da 5 anni della società, è attualmente docente nelle scuole locali, in passato ha lavorato per tanti anni alla Dante Alighieri. Come è accolta la lingua di Dante dagli studenti? “Ai più giovani la lingua italiana piace molto, parlano molto più spontaneamente rispetto agli adulti, che hanno bisogno di essere continuamente stimolati”.

Maria Gallardo è una delle alunne della professoressa. 2 anni fa decise di studiare la lingua di sua nonna paterna, arrivata in Sud America dopo la prima guerra mondiale da Alba in provincia di Cuneo. “Mia nonna non voleva mai parlare italiano nonostante noi nipoti glielo chiedevamo spesso” confessa la segretaria della società. “L’Italia mi ha sempre affascinato, soprattutto per quanto riguarda la parte artistica e culturale che fa invidia a tutto il mondo”.

Festival della gastronomia italiana6Maria Gallardo anticipa a La Gente d’Italia la proposta di fare un festival della gastronomia italiana a La Paz: “è un’idea nata dagli studenti della scuola di gastronomia dell’Utu (Universidad del Trabajo del Uruguay). L’abbiamo fatta subito nostra perché siamo consapevoli di quanto sia forte l’influenza della cucina italiana in questo paese”. Ci può dare maggiori dettagli sull’iniziativa? “È un’idea appena sorta, comunque si vorrebbe fare un festival di tutte le regioni italiane in modo che si possa apprezzare la grande diversità delle tradizioni culinarie. Si farà l’anno prossimo tra aprile e maggio, una due giorni con il meglio della cucina italiana”.

Intanto, nel pranzo di fine anno il pubblico locale ha già scelto il piatto preferito: i ravioli, prodotto per eccellenza della cucina italiana.

La Gente d’Italia 20/12/2013 

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commenti
  1. […] stati i viaggi organizzati dalla Regione Veneto, tra cui anche alcuni dedicati esclusivamente alla cucina. Per Mauro Giammarchi e Diego Dominguez fu fondamentale quello del 2012 coordinato dai Polesani nel […]

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