Viaggio tra le comunità italiane dell’Uruguay.

Maldonado, prima città uruguaiana che accolse l’Eroe dei due mondi, continua a difendere con tenacia la sua italianità attraverso il Circolo fondato nel 1969. Carlos Calace è stato appena riconfermato presidente.

Italiani in Uruguay MaldonadoSabato 9 novembre Il Circolo Italiano di Maldonado ha rinnovato la fiducia verso il presidente Carlos Calace, apparso molto soddisfatto per la riconferma e deciso nel continuare a “difendere con tenacia l’italianità in questa zona dell’Uruguay”.

L’associazionismo italiano a Maldonado nacque ufficialmente il 14 settembre del 1969 per volontà di un vasto gruppo di connazionali guidati da Giulio Tortorella. In oltre 40 anni di attività la collettività ha organizzato molteplici eventi culturali, corsi di italiano, manifestazioni artistiche e musicali, oltre che la proiezione di vari film del neorealismo italianoOgni 2 mesi i soci si riuniscono per un pranzo sociale presso la sede dell’associazione, situata di fronte ad un monumento simbolico per la città: la Torre del vigía, costruita nell’ottocento per difendere il territorio dalle invasioni nemiche.

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Attualmente il Circolo conta su circa 250 soci, la maggior parte dei quali discendenti dei primi emigrati. Un anno fa, questi italouruguaiani sono riusciti ad ottenere un importante riconoscimento attraverso la collocazione di una statua in onore di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Una targa commemorativa della comunità italiana è in attesa di essere collocata nella piazza cittadina.

Italiani in Uruguay Maldonado GaribaldiBisogna ricordare che Maldonado ha un rapporto molto speciale con il generale. Fu, infatti, la prima città dell’Uruguay che lo accolse quando sbarcò il 28 maggio del 1837. Garibaldi, perseguitato dal governo brasiliano, viaggiò su una nave cargo di caffè. Qui alloggiò presso la famosa casa “Juan (o Giovanni) Porro”, ed è per questo che gli integranti del gruppo stanno cercando di preservare la struttura riconoscendola come Patrimonio storico del dipartimento.

In questa epoca arrivarono anche i primi emigrati dall’Italia; il fenomeno migratorio continuò fino al secolo successivo portando gli italiani ad essere il secondo gruppo etnico della zona dopo gli spagnoli (prevalentemente delle Isole Canarie). Attualmente, tra le regioni italiane maggiormente presenti nel dipartimento si possono citare la Basilicata, la Campania e la Liguria.

Italiani in Uruguay Maldonado5Proprio da un piccolo centro lucano, Pignola, partì il nonno di Carlos Calace. Giunse in Uruguay nel 1898 assieme ad altri 2 fratelli in cerca di fortuna. I Calace aprirono una delle più importanti fabbriche di marmo in quegli anni a Montevideo, attiva fino al 1935. “Mio nonno mi ha trasmesso l’identità italiana nello spirito del lavoro, nel sacrificio ed anche nell’amore per la famiglia” racconta Carlos, settantenne, oltre metà della sua vita come integrante del circolo.

Italiani in Uruguay Maldonado4Cerchiamo di mantenere unita la collettività, nonostante le difficoltà che ci sono nell’interno dell’Uruguay rispetto alla capitale”. “Bisogna guardare in faccia la realtà: gli italiani che vengono in questo paese non si riuniscono nelle associazioni. Alcuni fanno degli investimenti e vivono tra i due paesi durante tutto l’anno. Oggi giorno è alquanto difficile captare nuovi connazionali” riconosce il rappresentante della Camera di Commercio italiana in città.

Il dipartimento di Maldonado ha una caratteristica. Ogni estate attira moltissimi turisti per la sua famosa costa, principalmente per Punta del Este. È proprio per questo motivo che, durante il periodo estivo, “il circolo accoglie nuovi italiani che risiedono in Uruguay per pochi mesi”.

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Italiani in Uruguay Maldonado6Lilí Martinez è stata quasi una predestinata per le parole profetiche di sua nonna, una genovese arrivata in Uruguay nel 1910. L’anziana donna, prima di morire, disse alla madre che avrebbe ricevuto un dono speciale. “Sono nata lo stesso giorno di mia nonna. Non so se è un caso, ma sono stata l’unica della famiglia ad aver mantenuto l’italianità”, racconta la professoressa d’italiano che conta su un’esperienza trentennale.

La discendente ligure insegna in un liceo serale, in un Centro di lingua straniera, ed ha lavorato anche presso l’Istituto Italiano di Cultura per i certificati di conoscenza della lingua. Ha circa 200 alunni, di tutte le età, “perché alla gente piace molto la lingua di Dante, c’è un legame affettivo molto particolare”. Frequenta l’associazione dal 1985, quando su invito di Giulio Tortorella iniziò a partecipare alle riunioni e alle attività.

Italiani in Uruguay Maldonado7Lilí Martinez insegna anche presso il circolo, nei corsi di italiano che vengono offerti alla popolazione locale. Una delle sue alunne è Maria Teresa Tamburini, spinta a studiare la lingua per un motivo molto personale. I suoi genitori lasciarono Gradara (provincia di Pesaro e Urbino) nel 1926. “Dopo la morte di mia madre mi sentivo persa. Allora mi sono chiesta che cosa potessi fare per essere più vicina ai miei genitori”. 25 anni di studio si capiscono subito perché oggi la signora Maria Teresa parla benissimo l’italiano.

Italiani in Uruguay Maldonado3Racconta che in uno dei suoi viaggi in Italia ha potuto conoscere il paese della famiglia nelle Marche: “Sentivo che ero tornata a casa mia. Non sembrava affatto di essere lì per la prima volta”. A partire da quel momento “è esploso” in lei un sentimento d’italianità: “in famiglia ascoltavo sempre storie del nostro paese. È come se fossi cresciuta accanto ad un altra nazione”. Ai suoi 3 nipoti ha regalato un viaggio in Italia per il diciottesimo compleanno, perché “devono vedere da dove sono venuti” spiega questa maestra elementare italouruguaiana.

Italiani in Uruguay Maldonado8Anche Violetta Brega ha fatto lo stesso regalo ai suoi nipoti. Lei nacque in Uruguay appena 2 mesi dopo la partenza, con la famiglia, da Castel San Giovanni, piccolo centro del piacentino. Visse un anno in Italia, nel 1950, e conobbe Papa Pio XII. Parla con l’accento emiliano e confessa: “il mio cuore è diviso tra i 2 paesi”.

La professoressa Brega racconta che nel dopoguerra tanti furono gli italiani che giunsero in Uruguay, anche molti parenti ed amici del paese natale. “Mio padre era un punto di contatto per gli emiliani che arrivavano a Montevideo. Alcuni si adattarono, altri no e tornarono a casa. C’era una grande disperazione, eravamo un popolo distrutto dalla guerra”.

Italiani in Uruguay Maldonado1110 anni fa, quando si trasferì da Montevideo a Maldonado, come prima cosa cercò un’associazione italiana nel territorio. È insegnante d’italiano e, nei corsi organizzati dal circolo, fa fare conversazione agli alunni di un livello più avanzato.

Violetta Brega aggiunge che “il lavoro de La Gente d’Italia è fondamentale per quegli italiani all’estero che sentono ancora il sentimento di amore verso la patria”. Spera “che tutto questo serva agli altri per partecipare maggiormente”. “Oggi dobbiamo parlare tutti in italiano” è la prima cosa che ha detto appena giunta alla sede.

Italiani in Uruguay Maldonado9La giornata è proseguita con un pranzo a cui hanno partecipato un gruppo di soci. A tavola tanta allegria e battute su una caratteristica dei genovesi, terra di origine di vari soci: la cosiddetta tirchieria. Assieme al buon umore anche un ottimo cibo per un vero pranzo italiano.

La Gente d’Italia 13/11/2013

commenti
  1. garibaldimap scrive:

    Salve, sto mappando i monumenti in onore di Garibaldi nel mondo,
    sapete dirmi gentilmente in che via o piazza è stato collocato il monumento a Maldonado?

    Grazie,
    saluti.

  2. matteoforciniti scrive:

    Salve,
    su google maps queste sono le coordinate:
    -34.913532,-54.96265

    Tra Av Roosevelt e Av Joaquin de VIana.
    Saluti

  3. […] Internazionale del Cinema di Punta del Este che si svolgerà dall’8 al 16 marzo presso il dipartimento di Maldonado. Verranno proiettati 40 film realizzati realizzati in più di venti paesi diversi. Molto forte è […]

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