Nel segno del rinnovamento l’Associazione Lombarda di Montevideo ha eletto il trentaquattrenne Leandro Vanoli come presidente. Fondata il 6 giugno del 1921, l’associazione nacque come “Società Ricreativa La Comasca” promuovendo riunioni sociali e familiari oltre che vari incontri domenicali.

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I lombardi costituirono una delle più antiche associazioni italiane presenti in questo territorio. I primi emigrati giunsero in Uruguay intorno alla metà dell’Ottocento; secondo i dati del Commissariato generale dell’emigrazione il picco massimo vene raggiunto nel quinquennio 1885-1890 durante il quale questo gruppo regionale rappresentava quasi il 20% del totale della popolazione italiana.

Come riportato nel libro Lombardi nel mondo di Fabio Veneri, Como e Lecco furono le province lombarde maggiormente presenti nel territorio della Repubblica Oriental, seguite da Milano e Pavia rispettivamente con il 20% ed il 10%. Oltre che nella capitale Montevideo, si distribuirono anche nell’interno dell’Uruguay, principalmente nella zona di Paysandù.

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In questi anni abbiamo dato grande importanza alle manifestazioni culturali” ha dichiarato con soddisfazione la presidente uscente Adriana Testoni, nata a Como ed arrivata in Uruguay da bambina nel 1948. Attualmente l’associazione ha 50 soci attivi, oltre che “molti simpatizzanti di altre associazioni”. 

Leandro Vanoli ha iniziato a frequentare questa comunità quasi 20 anni fa con i genitori. Suo nonno arrivò in Uruguay dalla provincia di Varese dopo la prima guerra mondiale.

In questo paese quasi tutti abbiamo qualcosa dell’Italia dentro. Per noi questo rapporto continua ad essere molto forte ed è per me un onore poter rappresentare i lombardi” commenta emozionato il neo presidente. “Credo che all’interno della collettività italiana in Uruguay ognuno di noi possa dare un piccolo contributo, tutto quello che facciamo può essere importante affinché si mantenga l’identità”.

Vanoli racconta che fin dai tempi del liceo, dove studiava italiano, provava un senso di orgoglio nel ribadire le sue origini in classe. Dopo alcuni anni ha avuto modo di conoscere i propri parenti restando in Lombardia per un breve soggiorno. “Lì ho imparato la lingua” dichiara, “poi ho continuato a studiarla qui con mia cugina Laura”.

Associazioni Lombarde nel mondo3Per Laura Vanoli, trentenne, l’italiano è parte integrante della sua vita: è traduttrice ed anche insegnante. Sia per curiosità che per lavoro si è ritrovata a studiare anche il dialetto lombardo che ascoltava in famiglia. “Ci sono studi che ci confermano che le terze generazioni hanno ripreso in modo più stretto il legame con la terra d’origine”.

Eppure, nonostante la voglia di partecipare, ci sono delle difficoltà nel poter gestire un’associazione. “La regione non ci da nessun contributo economico” afferma l’ex segretaria Mirtha Gerosa, nata a Desio in provincia di Milano 40 anni fa ed arrivata da bambina in Uruguay con la famiglia. “Cerchiamo di mantenere viva la cultura italiana assieme alla nostra identità regionale e diffondere tutto questo alle nuove generazioni di discendenti” promettono i componenti del consiglio direttivo.

Di origine friulana ma “adottata dai lombardi” è invece Carla Salvadori moglie di Leandro Vanoli. “Ho sempre cercato di partecipare alle attività della comunità italiana ed in particolare in questa associazione perché è un modo di mantenere il legame con l’Italia. Dobbiamo essere collegati al passato ma, allo stesso tempo, avere una visione in chiave futura per attrarre le nuove generazioni di italouruguaini”.

associazioni lombarde nel mondo5Ed è proprio con questo spirito che la famiglia Rodríguez ha deciso di essere al completo nella giornata speciale. Presenti: Juan Ignacio, 24 anni, Humberto e Federico, gemelli ventiduenni. In loro è ancora forte il ricordo del nonno che lasciò la provincia di Varese dopo la seconda guerra mondiale. “Vogliamo partecipare per mantenere le nostre radici italiane”. È dunque nel segno del rinnovamento che l’associazione lombarda celebra il suo nuovo presidente.

Matteo Forciniti La Gente d’Italia 25/10/2013

commenti
  1. […] la Calle Soriano e le vie adiacenti. Del 1894 è il teatro Verdi, opera dei fratelli Sambucetti di origine lombarda. L’emiliano Carlo Zucchi realizzò invece il primo progetto del Teatro Solís, il palcoscenico […]

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