Convivenza e Multiculturalismo nella “Fiesta de las Migraciones”: Italia protagonista

Pubblicato: 8 ottobre 2013 in Italiani all'estero, Italiano
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Grande successo per la quarta edizione della Fiesta de las Migraciones che si è svolta sabato 5 ottobre presso la sede del Museo de las Migraciones di Montevideo su iniziativa della Red de Protección de los Migrantes. All’appuntamento hanno partecipato varie collettività di 10 paesi, tra cui Spagna, Perù, Cile, Armenia e Brasile. L’Italia ha avuto un ruolo da protagonista essendo il paese con più rappresentanza sia con gli stand che con le manifestazioni artistiche.

Fiesta de las Migraciones

Fiesta de las Migraciones5Tanta Italia settentrionale negli stand durante la giornata: Ente Friulano (Efasce), Circolo Giuliano, Associazione Veneti nel mondo, Circolo Trentino ed Associazione Emiliano Romagnoli. Tra i vari gruppi italiani ha partecipato anche La Gente d’Italia, con una propria esposizione di libri e giornali. Sul palco, invece, il pubblico internazionale ha potuto assistere a tanta musica italiana.

 Fiesta de las Migraciones6I bambini della Scuola Italiana di Montevideo e l’Associazione Marchigiani hanno cantato alcune delle più celebri canzoni italiane. Per quanto riguarda il meridione ci sono stati balli popolari, con Le Stelle Campane ed il Gruppo Danza San Rocco, e la musica napoletana di Eduardo Rivero. L’Efasce ha inoltre presentato un piccolo spettacolo teatrale, con una famiglia che ricorda le tradizioni friulane.

Fiesta de las Migraciones Ana MelazziL’Uruguay è un paese che è stato fatto da immigrati, veniamo da diversi paesi e conviviamo a volte trascurando quest’aspetto” spiega Ana Melazzi, architetta coordinatrice del progetto. “Quest’iniziativa è stata un vero successo” commenta con soddisfazione l’architetto, “la convivenza, il rispetto reciproco e l’intercambio culturale sono le caratteristiche di una società multietnica che guarda al futuro”. “Un ringraziamento speciale va al Consolato italiano, è stato fondamentale nel contatto e l’organizzazione delle varie comunità” aggiunge la Melazzi, la quale ci tiene a ricordare le sue origini italiane: i suoi bisnonni emigrarono a fine ottocento da Bellagio, la “perla del Lago di Como.

Anche Hugo Moroni, coordinatore dell’evento presso il museo, esprime grande soddisfazione per la giornata. “È stato tutto molto dinamico, c’è stata una buona partecipazione”. “Adesso dobbiamo mantenere tutto ciò che abbiamo creato”.

Le voci dei protagonisti

Fiesta de las Migraciones Rosana Bequio e Laura Moron de Crignis

Laura Morón De Crignis ha 28 anni, fa parte del Circolo Giuliano dell’Uruguay e partecipa anche alle attività di Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti). Suo nonno, friulano, emigrò in Uruguay dopo la seconda guerra mondiale.

Fiesta de las Migraciones EFASCEHo seguito l’esempio di mia madre, dopo un viaggio in Italia ho iniziato a partecipare alle riunioni e alle iniziative promosse dall’associazione”. “I nostri nonni non arrivarono in questo paese molto contenti, io credo, però, che sia giusto non dimenticare le proprie origini” spiega Laura, cuoca in un ristorante di Montevideo ed anche studentessa universitaria.

IFiesta de las Migraciones EFASCE dolcil nonno di Rosana Bequio lasciò Pordenone nel 1949. “Dal 2009 faccio parte dell’Ente Friulano, è stata una decisione presa in comune con mia sorella”. “Dopo la morte di mio nonno, sentivo che questa era la possibilità di mantenere un vincolo vivo per rimanergli vicino. Sono eternamente grata a lui”. Rosana, che ha 27 anni ed è avvocato, ha cucinato insieme agli altri i prodotti tipici che sono stati venduti al pubblico come autofinanziamento dell’associazione. Strudel, budel, biscotti di mais ed uva passa, crostoli. Ma anche amaro, grappa e liquori. “Sono andati a ruba” assicurano i friulani a fine giornata.

Fiesta de las Migraciones Furio PercovichFurio Percovich, responsabile del Circolo Giuliano dell’Uruguay, ha presentato del materiale informativo: “Cerchiamo di trasmettere alla collettività la memoria di tutta la regione storica Venezia-Giulia”. “Con il trattato del 1975, in seguito alla seconda guerra mondiale, l’Italia perse oltre il 90% del territorio giuliano. Noi siamo italiani e vogliamo ribadirlo anche qui”. L’area in questione comprende i territori di Trieste, Gorizia, Fiume e l’Istria; attualmente è divisa tra Slovenia, Croazia e Italia.

Fiesta de las Migraciones2L’Associazione Veneti nel Mondo Uruguay ha approfittato dell’occasione per sponsorizzare il prossimo evento, un concerto musicale che si terrà nel mese di novembre. Marco Sgaravatti, 34 anni e figlio di padovani, dichiara: “Per noi l’italianità è qualcosa che abbiamo nel sangue una seconda patria”. “Portiamo avanti i principi che ci hanno insegnato i nostri genitori: la famiglia, il sacrificio, il lavoro, gli usi e i costumi”. “Naturalmente anche in cucina siamo italiani, i piatti tipici si trasmettono di generazione in generazione” aggiunge il consultore giovani per la regione in Uruguay.

Fiesta de las Migraciones Natalia Bentos MarroneNatalia Bentos Marrone decise, da ragazza, di imparare la lingua dei suoi bisnonni partiti dalla provincia di Piacenza a fine Ottocento. Oggi parla un italiano perfetto e fa parte dell’Associazione Emiliano Romagnola Emigrati in Uruguay. “Ho iniziato a partecipare tanti anni fa assieme a un’amica; inoltre, a casa, mia madre sempre ci ricordava le nostre origini italiane raccontando storie antiche tramandate nel tempo”. “Sono innamorata dell’Italia”, confessa la trentenne economista, “ho avuto la fortuna di viverci per un po’ grazie ad un tirocinio organizzato dalla regione”. “Senza dubbio Bologna è la mia città preferita” confessa questa italouruguaiana. Abel Beltrami, romagnolo e presidente dell’associazione, anticipa un progetto a cui stanno lavorando: “Tra pochi mesi presenteremo un libro finanziato dalla regione e curato dallo scrittore Antonio Zavati, ci saranno varie storie di corregionali emigrati in Uruguay”.

Fiesta de las Migraciones4Molto apprezzato dal pubblico è stata la tarantella del Gruppo di Danza San Rocco (Basilicata): protagoniste nove bambine sotto la direzione della maestra Mariela Lopez. Questo gruppo è nato in seno alla Collettività Satrianese San Rocco per poi separarsene. “In Uruguay ci sono solo 2 gruppi di danza italiana”, spiega la maestra, “noi lavoriamo duramente tutto l’anno, organizziamo varie attività per autofinanziarci”. Domenico San Giacomo, presidente della Collettività, precisa: “La musica popolare è uno straordinario strumento per difendere la nostra cultura. Dobbiamo valorizzare tutto questo ed allo stesso tempo cercare di fare maggiore intercambio con l’Italia e la nostra regione”.

Matteo Forciniti La Gente d’Italia 07/10/2013

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