“Più attenzione alle comunità italiane all’estero”

Pubblicato: 8 gennaio 2013 in Intervista, Italiani all'estero, Italiano, Politica
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INTERVISTA ALL’ONOREVOLE FABIO PORTA

Fabio Porta è un deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione del Sud America. Nel mese di novembre ha effettuato una serie di incontri con le comunità italiane della regione, tra cui anche quella uruguaiana.

Porta è nato in Sicilia ma risiede da oltre 10 anni in Brasile, a San Paolo; si occupa da diversi anni di italiani all’estero continuando ad insegnare sociologia. <<Sono il parlamentare che più volte è venuto in Uruguay>> dichiara, durante il dibattito organizzato nella Casa degli Italiani a Montevideo. Tra i cinque rappresentanti della circoscrizione dell’America meridionale, Porta è l’unico che non risiede in Argentina.

Fabio Porta in Uruguay

-Che attenzione sta ricevendo il Sud America dall’Italia?

-La situazione è gravissima perché siamo in un periodo molto delicato. Percepisco una miopia generale su questa regione quando dovremmo fare esattamente il contrario: ci dovrebbe essere maggior interesse su quei paesi senza un efficace rappresentanza in Parlamento.

Dobbiamo capire che i paesi del Sud America, ed in particolare l’Uruguay, sono strategici perché siamo in una zona dove l’economia sta crescendo, si dovrebbe riprendere una politica estera più seria verso questi territori e cominciare a elaborare progetti a lungo termine, otre che valorizzare la storia e la cultura italiana.

E’ importante la presenza attiva da parte dei parlamentari eletti in questa zona e a tal proposito vorrei fare una richiesta a tutti i mezzi d’informazione,  far conoscere questi rappresentanti in Parlamento, che cosa fanno e in che modo hanno mantenuto le relazioni con la comunità.

Personalmente seguo con interesse questa questione ma purtroppo ho avuto la sfortuna di essere stato eletto in un momento difficile. Uno degli obiettivi del Partito Democratico sarà quello di dare maggiore attenzione agli italiani all’estero: vogliamo vincere sia in Italia che all’estero.

-La crisi economica come ha influito in tutto questo?

-E’ stata determinante nel cancellare dall’agenda governativa questa tematica. Ci sono stati tagli alla spesa troppo pesanti, ma ci tengo a specificare che è una situazione che va avanti da anni: il governo Berlusconi è arrivato a tagliare fino al 78% delle spese sulla cultura, la rappresentanza ecc. Si è arrivato ad azzerare tutto quello che si stava facendo per gli italiani all’estero.

Dovevamo fare il contrario, proprio perché la crisi aumentava dovevamo aumentare gli investimenti nelle zone che si stavano sviluppando, considerando anche l’alto numeri di cittadini italiani che risiedono in Sud America.

-Per quanto riguarda gli italiani dell’Uruguay come vede la situazione?

-C’è una collettività grande e concentrata su questo territorio: parliamo di circa 106.000 cittadini. Eppure abbiamo un Consolato con solo 15 dipendenti. Ci immaginiamo una città italiana di queste dimensioni che abbia solo 15 impiegati? Sarebbe naturalmente impossibile.

Nonostante un’ottima gestione a Montevideo si continua a lavorare in condizioni molto difficili. E’ impensabile pensare di ridurre o addirittura chiudere l’ufficio consolare come qualcuno ha proposto. Al contrario: è assolutamente doveroso rafforzarlo, perché ci sono tutte le caratteristiche e i meriti per essere promosso a Consolato Generale. Presenterò un’interrogazione parlamentare informando dettagliatamente il Ministero degli Esteri.

Fabio Porta in uruguay

Fabio Porta presso la Casa degli Italiani

-C’è attualmente un progetto di legge che abbiamo presentato in Parlamento e che prevede alcune modifiche sul voto degli italiani all’estero  Io sono venuto qui proprio per rendermi conto della realtà perché il mio incarico è rappresentare l’intera comunità italiana dell’America meridionale e non solo il singolo paese di residenza. Quanti altri parlamentari eletti in questa circoscrizione sono venuti qui?

L’Uruguay soffre di una certa dimenticanza molto grave da parte delle istituzioni italiane, volte a privilegiare i paesi più grandi.

Comunque il collegio elettorale di questo territorio soffre un certo squilibrio a favore dell’Argentina (dove vive più del 60% degli elettori). Ciò incide sulle elezioni e rende quasi impossibile l’elezione di parlamentari in altri paesi. In Sud America dobbiamo difendere gli interessi anche di altri paesi, tra cui naturalmente l’ Uruguay. Sono disposto ad aprire una discussione su un’eventuale modifica della circoscrizione cercando di rendere più equa la rappresentanza, magari si potrebbe creare una circoscrizione solo per l’Argentina e un’altra per gli altri paesi.

Ritornando agli italo uruguaiani, non è impossibile eleggere un deputato considerando che alle ultime elezioni ne sono stati eletti 2 solo nella città di Rosario.

-Come giudica l’attuale periodo politico sudamericano con i governi di sinistra?

-Alcuni paesi come Uruguay e Brasile sono più vicini alla nostra proposta politica. Io infatti sono qui anche come attivista del Partito Democratico. Ho incontrato diversi politici locali, tra cui Monica Xavier (leader del Frente Amplio) con cui abbiamo un solida alleanza. Come PD, vogliamo costruire uno spazio mondiale tra le forze progressiste in cui possa dare il suo contributo anche il centro sinistra sudamericano.

Il kirchnerismo argentino, invece, è una medaglia a due facce. Da una parte una considerevole attenzione ai diritti umani, un equa redistribuzione delle ricchezze e tante altre buone cose; però , allo stesso tempo, ho anche delle preoccupazioni per alcuni atteggiamenti del governo di Cristina Kirchner, come alcune misure di “chiusura”. Penso ad esempio al danneggiamento che hanno subito i nostri pensionati con la cosiddetta pesificazione (l’importo è stato trasformato in pesos).

Matteo Forciniti, Spazio Italia

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  8. […] che fanno pensare ad una sua legittima elevazione a Consolato Generale. Secondo un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Fabio Porta un anno fa, il tasso di crescita della comunità oscilla tra il 6 ed il 7%. Si tratta dell’undicesimo […]

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