Archivio per luglio, 2012

La Avenida 18 de Julio es la calle principal de Montevideo: desde la esquina de Martín C. Martinez hasta la Plaza de Cagancha hay 2 kilometros, 18 cuadras y casi todo un país.

78 vendedores ambulantes, 10 mendigos,  12 negocios de cambio y 7 carritos. Un retrato del Uruguay en un paseo durante el atardecer.

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Riflessioni filosofiche su potere mafioso e rivolta sociale (4)

Rivolta e Libertà

Ipotizzare una rivolta contro un dominio (mafioso) può risultare più facile per coloro che risiedono lontani dai territori oggetto del controllo, una realtà diversa invece è quella che vivono le persone che quotidianamente risiedono in quei territori e stanno a contatto con la società, ne ascoltano le voci e ne respirano l’aria tutti i giorni.

In questo i giornalisti a differenza dei magistrati (nella maggior parte dei casi tutelati dallo stato con la scorta) costituiscono un punto di svolta. Un atto rivoltoso, ogni qual volta non ci si autocensura pubblicando una notizia vera e scomoda, rimbomba sulla società talvolta anche più efficacemente delle singole inchieste della magistratura. Poiché un giornalismo libero e coraggioso può generare dibattiti nella società.

Può essere utile in questa sede riprendere il pensiero di Albert Camus, scrittore e filosofo franco-algerino che quasi sessanta anni fa immaginava una nuova rivolta in contrapposizione con le rivoluzioni del Novecento sfociate nel sangue e nell’orrore.

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Riflessioni filosofiche su potere mafioso e rivolta sociale (3)

Legittimazione e Rassegnazione

Il termine Istituzione richiama il concetto di immobilità, ossia di qualcosa che resta fermo, che sta: la parola latina institutio infatti deriva dal verbo instituire cioè stabilire, porre. Indica un qualcosa che sta alla base, che rimane anche quando tutto il resto cambia. L’istituzione-mafia è sopravvissuta ad innumerevoli mutamenti storici quali il fascismo, le due guerre mondiali, la guerra fredda, il Sessantotto, la prima repubblica (le prime presenze della ‘ndrangheta in Calabria risalgono al 1884.)

In tutti questi anni si è progressivamente accettata questa forma di autorità grazie alla rimozione delle domande di legittimità in un fenomeno che Stanley Cohen chiama Diniego culturale. Tale fenomeno si verifica quando <<nella società si giunge ad accordi non scritti su cosa possa essere pubblicamente ricordato e riconosciuto>>.

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Riflessioni filosofiche su potere mafioso e rivolta sociale (2)

Accettare il dominio mafioso?

Max Weber definì tradizionale la tipologia di dominio conferita in base a <<credenze quotidiane>> diffuse e ripetute nel tempo, ritenute <<valide da sempre>>. Nella società dominata dall’organizzazione mafiosa il dominio weberiano potrebbe essere tradotto così: “si deve obbedire al potere mafioso perché è stato sempre così e continuerà ad essere uguale”. Ossia, si prova rassegnazione.

Quando un dominio dura abbastanza nel tempo riesce a istituzionalizzarsi. Mary Douglas definisce l’ istituzione come il <<raggruppamento sociale [la cui autorità] è legittimata>>. Nella istituzione mafiosa, invece, si potrebbe aggiungere che l’autorità appare legittimata (come definito da Roberto Escobar, ma in un contesto diverso da quello mafioso). Questa legittimazione avviene ovviamente grazie alla rimozione delle riflessioni sull’origine di tale obbedienza.

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Riflessioni filosofiche su potere mafioso e rivolta sociale (1)

La criminalità organizzata esercita sulla società calabrese una particolare forma di dominio, avendo contemporaneamente i tratti della Potenza, del Potere e dell’ Autorità.

La Potenza  si basa sul comportamento del dominato, al quale corrisponde la volontà del dominante (il boss). Ma questa volontà si realizza solo per la minaccia della violenza mafiosa: in pratica, è la paura il sentimento che mi spinge a pagare il pizzo, perché disobbedendo troverei la mia proprietà bruciata o potrei essere ucciso.

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Dal 5 al 15 giugno la città di Montevideo ha ospitato la mostra di Monica Incisa, importante artista italiana autrice di collages e disegni apprezzati a livello internazionale.

L’evento si inserisce nell’iniziativa “2012 Anno della cultura italiana in Uruguay” ed ha ricevuto il sostegno di diverse istituzioni locali, a partire dal Ministero degli Esteri dell’Uruguay, dove ha avuto sede la mostra. L’esposizione contiene 29 collage (presentati già nelle mostre di Roma e Milano) e 10 disegni.

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ghiggia

Alcides Ghiggia, histórica leyenda del fútbol uruguayo protagonista del Maracanazo en 1950, está luchando para su vida después de un accidente de auto ocurrido el pasado miércoles en la periferia de Montevideo. Los médicos dicen que serán decisivas las próximas horas. El pueblo espera el gol más importante de la vida del delantero de 85 años.

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Intervista a Silvia Romano, eletta lo scorso novembre rappresentante giovanile nella consulta della Regione Calabria per l’Uruguay. Inoltre fa parte del Comites, il comitato degli italiani all’estero.

I genitori di Silvia erano della provincia di Cosenza (Morano Calabro e San Basile), arrivarono in Uruguay a causa della seconda guerra mondiale.

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Entrevista al Prof. Pablo Rocca, docente de Literatura Uruguaya en la Universidad de la República, autor de una biografía sobre el editor italo-uruguayo

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Intervista al prof. Pablo Rocca, docente di Letteratura Uruguaiana presso L’Universidad de la República, autore di una biografia sull’editore italo-uruguaiano.

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