Italia Germania la sfida infinita

Pubblicato: 27 giugno 2012 in Calcio, Italiano
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La faccia triste della Merkel ed il sorriso (finto) di Berlusconi, i weißwurst, la pizza, le bionde e le more. Kant e Machiavelli; Italia – Germania sono due filosofie di vita diverse con la sfida più affascinante che si può osservare sui campi di calcio.

Quell’urlo di Marco Tardelli riecheggia ancora nell’aria dello stadio Santiago Bernabeu di Madrid. Spagna ’82, Italia Campione del Mondo. Prima gioie ed emozioni, sette gol ed una vittoria finale 4-3 per quella che sarà ricordata nella storia come la “partita del secolo”. Semifinale di Messico ’70 e poco importa se Pelè e company arriveranno primi.

L’ultimo urlo in ordine cronologico fu 4 luglio del 2006 a Dortmund. Minuto 119, gol di Fabio Grosso: l’Italia sconfigge i favoriti padroni di casa e vola a Berlino a prendersi la coppa.

Sì, perche Italia – Germania ha regalato agli italiani il mito, l’epica e l’orgoglio. Il sogno di una patria sfasciata che trova la sua rivincita.

Non è una sfida qualunque questa, non lo può essere soprattutto per molti italiani. Lo si capisce anche dalle parole. Le più profonde, lucide e sincere sono state quelle di Rino Gattuso alla vigilia della semifinale del 2006. Negli occhi di Rino c’era tutto l’orgoglio e la solenne promessa di difendere l’onore di un popolo su un campo di calcio, di strappare un sorriso dopo 30 anni di sacrifici ed umiliazioni.

Lo prometteva agli immigrati italiani (del Sud) in Germania, destino a cui forse lui stesso sarebbe andato incontro se non avesse avuto la salvezza di un pallone.

Perché ci sono milioni di italiani emigrati nel mondo, ma probabilmente non c’è nessun luogo dove questi abbiano sofferto così tanto come in Germania, paese diventato una super potenza grazie allo sfruttamento di mano d’opera a basso costo italiana.

Si narra che dopo la sconfitta del 4-3 del ’70 iniziò una caccia all’uomo nelle città tedesche, e quando i tedeschi si arrabbiano fanno davvero paura.

Quella meravigliosa partita ha avuto uno straordinario impatto culturale tra i tifosi, conferendo una sorte di dote divina agli azzurri contro le magliette bianche. Winston Churchill spiegò benissimo la situazione: “gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”. Peccato che il vecchio Winston morì nel 1965, senza vedere l’Italia vincere tre guerre (calcistiche naturalmente).

Con buona pace per la stampa tedesca, provocatoria e irrispettosa, non potendo esultare per un gol preferisce spesso spararla grossa: Italia uguale mafia ed un milione di altri luoghi comuni. Fin dal 1977 con la storica copertina del Der Spiegel con una pistola sopra un piatto di spaghetti.

La storia insegna che la Germania può dominare su tante cose (l’euro è solo l’ultima cosa), ma nel calcio contro l’Italia trova il suo tallone d’Achille.

Può imporre una politica economica, ma non riesce proprio ad esercitare anche un altro dominio, quello calcistico, il più inutile di tutti forse.

La storia dice tante cose ma ha anche bisogno di guardare al presente per aggiornarsi in modo che non resti solo un dolce ricordo.

Inizia Italia – Germania ed un’altra volta i favoriti sono i tedeschi. Anche se nel calcio non sempre vincono i favoriti.

Matteo Forciniti

commenti
  1. […] abbastanza? C’è dell’altro. In Germania, Hannover e Wolfsburg distano 80 km ed hanno rispettivamente un CG ed un’agenzia consolare. […]

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